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Verso un mondo password-less. Il mondo dell’autenticazione sta cambiando?
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E’ da oltre vent’anni che facciamo uso delle password per proteggere la nostra vita online: le nostre fotografie, i nostri social, i conti correnti, i nostri dati personali.

L’invenzione della password risale alla fine degli anni Sessanta, quando un ingegnere informatico del MIT di Boston, Fernando Corbatò, ebbe l’esigenza di crearne una.

Corbatò, infatti, aveva realizzato un progetto per il quale si rendeva necessario l’accesso di più utenti allo stesso computer. Di consequenza diventava indispensabile mettere al sicuro il lavoro di ciascun dipendente e per fare questo Corbatò pensò di creare un codice personalizzato, la password, tramite il quale si rendeva privato l’accesso alla propria area di lavoro online.

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Ma negli gli ultimi anni, gli attacchi informatici sono cresciuti in maniera esponenziale. La violazione dei dati sensibili ha causato, a livello globale, pesanti conseguenze dal punto di vista economico non solo per i privati ma anche per le aziende. Complice anche la pandemia, che ha accelerato il ricorso allo smart working, rendendo così ancora più importante la sicurezza delle password.
Ogni anno, ad inizio Maggio, viene celebrato il World Password Day proprio per rinforzare la consapevolezza sull’importanza di utilizzare password complesse e di cambiarle spesso. Purtroppo, nonostante le persone siano a conoscenza dei rischi, non sono abituate a cambiare frequentemente le proprie password. Mettendo così a rischio la propria identità digitale.

Per garantire una maggiore sicurezza, sempre più aziende stanno pensando di spostarsi verso forme di autenticazione più sicure.

altSecondo Microsoft, in media ogni mese un account aziendale su 250 viene compromesso. I rischi che si corrono e i costi di gestione informatica, aumentano e crescono in proporzione al maggior numero di utenti e applicazioni che si usano in azienda. Quindi basarsi solo sulle password potrebbe non essere una buona strategia di difesa aziendale.

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Diventa importante quindi per le aziende valutare l'autenticazione a due fattori (MFA); Anche se è poco flessibile, in quanto la maggior parte dei siti web e servizi non lo supporta ancora.
Ecco perché in molti casi la soluzione migliore per le organizzazioni è implementare soluzioni MFA con notifiche push. Oppure utilizzare il codice OTP, i riconoscimenti biometrici come termografia del volto, lettura di impronte digitali, scannerizzazioni dell’occhio ecc.

Con queste tecnologie non soltanto potremmo stare più tranquilli di fronte ad un tentativo di attacco informatico, ma potremmo esserlo anche nel caso in cui dovessimo dimenticare la password.
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